#educAlternativa #primafase

FINALITA’ DEL PROGETTO-PILOTA

Gli scopi di questo progetto di formazione collettiva riguardano, sia la possibilità di offrire diversi spunti di riflessione su una nuova cultura

dell’”ALTERNATIVA ALLA VIOLENZA” documentando con supporti video-digitali workshop, incontri e laboratori esperienziali organizzati

dall’Associazione Psicologia Urbana e Creativa di Ravenna e la diffusione gratuita sulle piattaforme di condivisione video e di informazione

digitale [open data journalism], sia la possibilità di divulgare una metodologia pratica in grado di sviluppare le capacità di risolvere i conflitti

senza ricorrere alla manipolazione, alla coercizione o alla VIOLENZA.

1] Sperimentare una più ampia capacità di lettura del sé e dell’altro e della capacità di relazione adottando le regole della comunicazione empatica.

2) Introdurre una diversa cultura della risoluzione del conflitto elaborato nella didattica dall’associazione Psicologia Urbana e Creativa che si ispira al

metodo norvegese “ALTERNATIVA ALLA VIOLENZA”.

3) Sviluppare una corretta comunicazione rivolta alle nuove generazioni sull’educazione all’affettività

4) Diffondere una corretta educazione ai sentimenti adottando la metodologia della web user-generated-content per la diffusione della conoscenza.

5) Fornire a docenti e genitori, mediante i contenuti multimediali disponibili in rete, una gamma più ampia di strumenti educativi.

STRUTTURA DEL PROGETTO

L’obiettivo pratico è quello di produrre delle video-lezioni didattiche multimediali a puntate [web-serie tutorials] pubblicate sulle piattaforme

di condivisione di contenuti audiovisivi più utilizzati dalle nuove generazioni: wikivideo, youtube, vimeo, facebook con l’intento di aumentare

la consapevolezza dei sentimenti e dei vissuti emozionali nella percezione di una nuova EDUCAZIONE ALL’AFFETTIVITA’ partendo

dai partecipanti ai workshop organizzati sul territorio ravennate per arrivare agli utenti del web, i fruitori del social-edu-network dedicato

al progetto: http://www.educalternativa.org

Il progetto, nella parte iniziale, prevede la realizzazione di una serie di puntate-pilota all’interno di un macro-progetto sperimentale negli

ambienti dell’editoria sul web e dei nuovi media del settore psicologico. Un esperimento cross-mediale [quindi distribuito su diverse

piattaforme: TV, web, social network, yotube, smartphone, smartTV] più ampio che si alimenterà dell’esperienza collettiva dei ricercatori del

settore psicologico e degli utenti che contribuiranno a generare i filmati e testi multimediali [user-generated-content] in un’ottica di

democratizzazione della produzione dei contenuti, oggi possibile grazie alla diffusione di soluzioni hardware e software pratiche e a basso

costo e da Il formato del contenuto sarà quello della web serie diffusa in modo virale grazie agli utenti e agli studiosi coinvolti. Un progetto di

ricerca sperimentale e di formazione interattiva e di sviluppo professionale per i membri scientifici partecipanti al network

http://www.educalternativa.org ispirato dal primo trattamento in questo campo in Europa che risale al 1987 dal titolo “Alternativ til Vold

[ALTERNATIVA ALLA VIOLENZA] fondato dal norvegese Peer Isdal, il quale definisce la VIOLENZA come “un qualunque atto diretto contro

un’altra persona, a prescindere che tale atto le nuocia, la ferisca o la offenda, in modo tale da spingere tale persona a fare qualcosa contro la

propria volontà oppure che le impedisca di fare qualcosa che desidera fare”.

La fase finale del progetto-pilota da realizzare sul territorio ravennate prevede la diffusione

DESTINATARI

Formazione e ricerca in modo innovativo nell’era della selfie-generation

Con il progetto ci si propone di fare ricerca qualitativa (ad orientamento fenomenologico) con lo scopo di identificare ‘teorie’

dell’insegnamento all’affettività alle quali agganciare metodi e strumenti estraendole dalle pratiche reali, teorie ‘estratte’ e non teorie

‘astratte’ nel campo dell’educazione all’affettività. Il progetto offre una ‘formazione continua’ dell’insegnante fatta non attraverso formazione

‘formale’ (corsi, letture), tipica di un approccio alla conoscenza di tipo deduttivo, ma attraverso un approccio induttivo visivo partendo dalla

considerazione delle pratiche reali di insegnamento, il loro racconto in formato narrativo (storie) e il loro riesame attraverso l’utilizzo del

mezzo video-scrittura-digitale. Si tratta di un approccio allo sviluppo professionale dei docenti e dei pedagoghi che fa leva sulla riflessione

intorno alla propria pratica, attraverso l’utilizzo del mezzo audiovisivo, la tecnologia più comune ai giovani della cosiddetta selfie-generation

In questo senso il contenuto multimediale sarà un mezzo utile di conoscenza cross-mediale sia per gli educatori e psicologi che per gli studenti

delle scuole secondarie e superiori. Attraverso la narrazione visiva il docente/ricercatore ‘studia’ se stesso ed ‘insegna’ a se stesso (non ‘è

insegnato’ da terza persona). Ricerca e Formazione professionale conferiscono all’insegnamento dinamicità e apertura riparandola da

standardizzazioni e da pratiche routinarie, perché l’educazione di una cultura del metodo “alternativo alla violenza” passa da una nuova

educazione all’affettività. In una cultura dominata da uno sbilanciamento a favore degli aspetti emozionali a discapito di quelli valoriali con

un’affettività sradicata dall’ethos, da una prospettiva di senso, percepita come pura saturazione di un bisogno a “ciò che si sente”. Anche a

livello educativo si osserva tale equivoco sbilanciamento: gli affetti paiono non bisognosi di educazione.

#educAlternativa rappresenta una metodologia sperimentale per diffondere una “civica e raffinata” educazione del trattamento

“ALTERNATIVA ALLA VIOLENZA”.

Le fasi del progetto

Il progetto si sviluppa concettualmente attraverso tre tipi di attività:

– la narrazione di storie di didattica/visiva

– la loro rielaborazione riflessiva/visiva

– la costruzione di una knowledge base

Si inizierà con la raccolta di storie attraverso la documentazione visiva degli incontri pubblici e dei corsi a numero chiuso organizzati

dall’associazione di promozione sociale Psicologia Urbana e Creativa e questa fase continuerà sino alla fase seconda nella quale

si raccoglieranno i filmati realizzati per passare a quella del loro riesame. Potendo accedere ad una raccolta di storie – che varia in base alla

partecipazione degli utenti – si avrà modo di attingere da un ampio repertorio di soluzioni possibili e si potrà avere accesso ad un sapere

esemplare da contestualizzare.

Leggere e “osservare” storie narrate ci permetterà di “fare esperienza”, pensare, e arricchire il repertorio dei diversi dispositivi didattici

multimediali nel campo dell’educazione all’affettività.

Lo staff tecnico dell’associazione occupArti, supportato sin dalla prima fase di selezione del materiale audiovisivo, documenterà le video-storie

e lo staff di psicologi e psicoterapeuti dell’associazione Psicologia Urbana e Creativa procederà al loro riesame nei tempi e nelle modalità

indicate dal trattamento norvegese “ALTERNATIVA ALLA VIOLENZA”. Sarà raccolto il “sentito” dei cittadini partecipanti agli incontri e

workshop organizzati sul territorio ravennate allo scopo di far ascoltare e leggere direttamente il loro punto di vista senza filtri. Progettare,

immergersi, esporsi, ri-elaborare, estrarre significati e dispositivi, fare emergere macrotemi.

Mano a mano che si sistematizzeranno ‘conoscenze’, queste saranno organizzate nella knowledge base.

I contenuti multimediali saranno ri-elaborati in post-produzione per poi strutturarli in una antologia di storie, in un repertorio multimediale

di dispositivi didattici disponibili per gli utenti allo scopo di realizzare la prima raccolta multimediale di teorie didattiche sull’EDUCAZIONE

ALTERNATIVA ALLA VIOLENZA, in Italia. Le video-storie saranno suddivise per categorie e tematiche, indicizzate per un’agevole ricerca sulla

base di criteri di utilità e potranno essere commentate singolarmente dagli utenti del web.

Una conoscenza visiva collettiva sull’educazione all’ALTERNATIVA ALLA VIOLENZA.

Tempi di attuazione

La struttura prevede 10 ore di documentazione audiovisiva dei laboratori e degli incontri nelle scuole e luoghi pubblici, suddivise in 5 eventi

organizzati dal 02 maggio al 4 luglio 2016 più 4 incontri con i professionisti e docenti (di presentazione e di verifica del progetto).

Le innovazioni che si intendo produrre con questo progetto possono essere così presentate:

• realizzare un modello di valutazione dei risultati sul cambiamento prodotto sul territorio dalle micro azioni di rete e dell’impatto delle attività

realizzate;

• coinvolgere attivamente in un’ottica di risorsa individui in difficoltà, proponendo un modello alternativo alla risoluzione die conflitti

tra i familiari ed i cittadini;

• favorire la consapevolezza che il lavoro di rete può produrre un cambiamento positivo e rappresenta un’efficace modalità di intervento

sociale;

• documentare efficacemente le attività relative alle relazioni d’aiuto, allargando la rete a nuovi interlocutori e potenziarne l’attività

in un’ottica di condivisione di strumenti educativi innovativi

• produrre un modello di buone pratiche esportabile in altri contesti territoriali della Regione e a livello nazionale.

Operatori

Professionisti della comunicazione volontari dell’associazione occupArti

e psicologi e psicoterapeuti volontari dell’associazione di promozione sociale Psicologia Urbana e Creativa di Ravenna

Progetto avviato grazie al contributo del Comune di Ravenna e la stretta collaborazione della Psicoterapeuta e Psicologa Giancarla Tisselli

#occupArti #educalternativa #GiancarlaTisselli #alternativeallaviolenza

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