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4RWEBDOCFESTIVAL

#4RWDFF16

1° RASSEGNA CINEMATOGRAFICA ITINERANTE di WEB-DOC

e FILM-DOCUMENTARI AMBIENTALISTICI SUL TEMA 4R

Il primo Festival Italiano itinerante del film-documentario e web-doc internazionali inerenti la strategia delle “4R”.

Il festival è promosso e organizzato dall’associazione occupArti e riStop in collaborazione con la CNA Area Bassa Romagna con l’associazione Documentaristi dell’Emilia-Romagna e l’Agenzia regionale per la prevenzione, l’ambiente e l’energia, l’Assessorato alla Cultura e Turismo dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna e dell’AREA VASTA ROMAGNA.

I contenuti della rassegna sono indirizzati a promuovere la costituzione di reti e sinergie   tra documentaristi, associazioni, operatori del settore e istituzioni, con l’intento di promuovere il genere del documentario e del web-doc e valorizzare il territorio della Romagna, con la sua storia e cultura.

L’associazione occupArti opera con l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico sulla situazione culturale e ambientale contemporanea del nostro territorio e il progetto #4RWDF16 nasce con l’obiettivo di far vivere un’esperienza sensoriale di alto valore artistico, dando vita ad un’opportunità unica ed esclusiva per riscoprire il territorio della Romagna in modo innovativo, ecologico e a “emissione zero”.

Il riciclaggio, o riciclo dei rifiuti, è l’insieme delle operazioni che consentono il riutilizzo di specifici materiali contenuti negli scarti urbani o industriali. Insieme alla riduzione a monte dei rifiuti, alla raccolta differenziata e al riuso (la strategia cosiddetta delle “4R”), contribuisce in misura decisiva al risparmio energetico e alla riduzione delle emissioni inquinanti e climalteranti.

I film-documentari in concorso, per la maggior parte inediti, saranno visualizzabili sul portale http://www.4rwebdocfestival.com . Gli autori e le case di produzione coinvolte nel progetto potranno pubblicare il web-doc sul sito ufficiale, anche dopo la chiusura del festival.

La prima rassegna italiana itinerante del genere film-documentario e web-doc, si svolgerà durante i tre mesi di GIUGNO/LUGLIO/AGOSTO 2016. Si prevedono 12 appuntamenti a ingresso gratuito, con proiezioni itineranti in diverse sedi, comprese nel territorio delle Aree Protette dei Comuni della Bassa Romagna.

Alle proiezioni si affiancano le presentazioni dei film-documentari o web-doc da parte degli autori o dei produttori, occasione unica per approfondire i temi trattati e i processi creativi e soprattutto per riflettere collettivamente sulla situazione culturale e ambientale del nostro territorio.

In cartellone, una scelta ampia e libera di titoli, visualizzabili sulla piattaforma www.4rwebdocfestival.com con un occhio sempre attento alle produzioni indipendenti

e alle nuove tendenze cross-mediali che affrontano importanti tematiche di diverso genere come l’ambiente e l’eco-sostenibilità, la riduzione-il riutilizzo-il ricliclo il recupero temi riguardanti la cultura e l’innovazione – molti dei quali realizzati da autori emiliano-romagnoli, o prodotti da case di produzione emiliano romagnole o comunque legate al territorio dell’Area Vasta Romagna.

Il panorama degli autori è vasto: comprende giovani registi emergenti e filmmakers internazionali che ogni anno saranno accomunati dal tema scelto dall’organizzazione del festival.

Le opere saranno visibili sul canale youtube dedicato e gli utenti del web durante i tre mesi di programmazione potranno votarli indicando la propria personale ”playlist”. Ogni giovedì sera sarà proiettato un documentario e un webdoc [di breve durata] scelto direttamente dal pubblico che condividerà la propria playlist. Tre mesi per scoprire la vitalità e la ricchezza di un genere che spesso è esclusiva dei circuiti festivalieri e cosiddetti indipendenti, sempre più espressione di un nuovo sguardo sul mondo, inedite restituzioni della realtà, innovative e non convenzionali nelle forme narrative, linguistiche e produttive. Alla fine della rassegna il titolo più votato dagli utenti del web sarà attribuito il “PREMIO 4R-WEB-DOC-FESTIVAL “.

Per la promozione della rassegna non sarà utilizzato inchiostro e ne carta, ma saranno utilizzati solo ed esclusivamente le applicazioni digitali offerte dal web.

Sono previsti, altresì, progetti di informazione e di best-practice (laboratori di Riuso e Riciclo, spettacoli ludici di intrattenimento per bambini con tematiche legate al rispetto dell’ambiente, momenti live, incontri con docenti e ricercatori, proiezioni di anteprime nazionali, percorsi ciclo-naturalistici, attività di ristorazione in partnership con Fattorie Didattiche e Agriturismi) con l’intento di favorire la partecipazione e lo scambio di contatti ed informazioni tra i professionisti del mondo audiovisivo e del settore della green economy e il cittadino fruitore del servizio.

Tra gli obiettivi del #4RWDF16 c’è soprattutto la divulgazione del genere documentario e del formato web-doc come nuova forma d’arte espressiva indipendente, in particolare,     per la sua diffusione sul web [streaming] sui temi sociali, culturali e ambientali relativi al territorio dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna.

IL PRINCIPIO DELLE “4R” per la GREEN ECONOMY della Bassa Romagna

RIDURRE

Possiamo scegliere prodotti con imballaggio poco ingombrante o assente come,                      ad esempio, i detersivi sfusi o con ecoricariche.

Usare meno materiali per un prodotto significa eliminare contemporaneamente la necessità di smaltirlo e, anche se limitato, l’inquinamento provocato dai processi di riciclaggio. Evitiamo anche di scegliere confezioni monouso o monoporzione.

RIUTILIZZARE

Impegnamoci a far durare il più possibile un bene una volta acquistato, impiegandolo anche per altri scopi così da ridurre la quantità di rifiuti prodotti, allungando la vita ai prodotti che acquistiamo ed evitando così il continuo utilizzo di materie prime. Pensiamo ai vestiti che non indossiamo più: se gettati negli apposite cassonetti potranno essere riutilizzati da altre persone che, purtroppo, hanno guardaroba molto più vuoti dei nostri. Un altro esempio è il sacchetto di plastica che ci viene dato in un negozio: potrò riutilizzare il sacchetto più e più volte per trasportare molti prodotti e, alla fine, utilizzarlo per gettare rifiuti. E’ importante ricordare anche che: è bene utilizzare sacchetti biodegradabili così da scegliere il bene dell’ambiente! Sono riutilizzabili e infine possono essere usate per smaltire i rifiuti umidi.

RICICLARE

Questa azione ci consentirà di non ricorrere alle materie prime per produrre nuovi oggetti. E’ fondamentale, perciò, fare sempre la raccolta differenziata dividendo la carta, da vetro, plastica e alluminio. Per ognuno di questi materiali è prevista una tecnica e degli strumenti diversi per il riciclaggio: gettarli via insieme non aiuterà l’ambiente!

RECUPERARE

Alla fine del ciclo di uso e riuso del prodotto, quando questo non sarà più utilizzabile come tale, cerchiamo di ottenere dal medesimo altri materiali da utilizzare nuovamente, anche in maniera fantasiosa!.Al termine del ciclo di uso e riuso di un prodotto potrò anche recuperare energia! Come?

I rifiuti sono usati come combustibile nei termovalorizzatori: bruciandoli potrò diminuirne l’ingombro e produrre energia. Gli impianti di termovalorizzazione sono progettati e realizzati per essere in grado di utilizzare il calore prodotto dalla combustione dei rifiuti come fonte per la produzione di energia elettrica.

E’, inoltre, importante interessarsi a quanto siano trasparenti i processi di produzione di ogni prodotto che portiamo nelle nostre case, facendo attenzione che ogni cosa nasca senza sprecare inutilmente energia.

RASSEGNA ESTATEDOC 2016

Nel 2015 si è svolta la settima edizione di “EstateDoc – I confini della realtà” – la rassegna itinerante annuale di film documentari che durante l’estate anima con l’arte cinematografica le piazze, i cortili, i parchi e le spiagge di sei province dell’Emilia Romagna– Bologna, Modena, Parma, Ravenna, Forlì–Cesena e Ferrara. Tra le più grandi rassegne italiane itineranti del cinema documentario, in tre mesi “EstateDoc” regala oltre 30 appuntamenti a ingresso gratuito, in 13 sedi diverse, per un totale di 30 film documentari.

La sua formula che diffonde il cinema del reale in location inusuali – dall’Appennino alla Riviera – permette al pubblico di vivere un’esperienza di alto valore artistico e culturale, diventando un’ottima opportunità per riscoprire il territorio.

Questi alcuni titoli dei film-documentari prodotti e trasmessi nel 2015: “L’equilibrio del cucchiaino” di Adriano Sforzi, premiato all’ultimo Biografilm Festival e dedicato al più grande, sfortunato e felice giocoliere di tutti i tempi, Alberto “Bertino” Sforzi, zio del regista; “Nar per Fer” di Matteo Ferrarini, selezionato alla 63esima edizione del Trento Film Festival 2015, storia di Franco (Franco Salin, nei panni di se stesso), un recuperante dei giorni nostri, che cerca di ricostruire alcune vicende della prima guerra mondiale attraverso i racconti della gente comune, grazie ai quali sarà possibile recuperare l’unicità delle esperienze dei soldati sulle montagne; e “Black Hole” di Turi Messineo, sguardo sulla scena underground italiana – oggi viva più che mai – progetto totalmente realizzato con la filosofia del Do It Youself, raccolta di foto video e testimonianze di ottanta protagonisti dell’underground made in Italy. “Quello che resta”, di Antonio Martino, vincitore del Premio Giuria della Critica al Genova Film Festival 2014 e del Premio D.E-R all’ultimo Visioni Italiane di Bologna, che va a scoprire la città di Mostar, in Bosnia, dopo vent’anni dalla distruzione del Ponte Vecchio, abbattuto durante il conflitto nei Balcani; “L’Orchestra” di Helmut Failoni e Francesco Merini, straordinaria opera che offre uno sguardo unico sul lavoro del maestro Abbado e sull’essere musicisti di classica nel nuovo millennio, raccontando umanamente e musicalmente alcuni dei componenti dell’orchestra, dai concerti alla vita privata; “Kevin – Will my people find peace?” di Elisa Mereghetti e Marco Mensa, viaggio nell’Uganda della riconciliazione attraverso gli occhi di una giovane e nota reporter, Kevin Doris Ejon, che s’interroga sulle ferite lasciate dalla guerra sui connazionali, in particolare sulle donne rapite durante il conflitto e ora tornate a casa; “Paese Mio” di Riccardo Marchesini con i Palco Numero Cinque, un film documentario che “scopre” i retroscena del successo di grandi cantanti emiliano romagnoli, attraverso i luoghi in cui sono cresciuti, le testimonianze degli amici di infanzia, dei compagni di scuola, dei vicini di casa e di chi li ha conosciuti e seguiti all’inizio della loro carriera; e “Green Lies” di Andrea Paco Mariani e Angelica Gentilini, che racconta il lato oscuro delle energie rinnovabili in Italia indagando i rischi della speculazione sulla Green Economy.

Sono disponibili anche quest’anno film-documentari che hanno riscosso notevole successo nella passate edizioni della rassegna, come i lavori dedicati a figure di spicco della cultura e della storia italiana – “Guglielmo Marconi: il pioniere del wireless” di Enza Negroni; “Questa storia qua” di Alessandro Paris e Sibylle Righetti sulla vita e la musica di Vasco Rossi; “L’uomo che sconfisse il boogie – Le avventure di Secondo Casadei” di Davide Cocchi; ”L’altro Fellini” di Roberto Naccari, Stefano Bisulli, sul fratello di Fellini, Riccardo – oppure le opere legate al territorio emiliano romagnolo – “Luoghi immaginati. L’Emilia-Romagna nel cinema di Pupi Avati” di Riccardo Marchesini; “L’isola delle rose – La libertà fa paura” di Stefano Bisulli e Roberto Naccari, sull’ isola costruita nel 1968 dall’ingegnere Giorgio Rosa a sei miglia al largo di Rimini; “Hometown” /Mutonia” di Zimmerfrei, sulla città temporanea messa in piedi dalla Mutoid Waste Company a Santarcangelo nel 1990; “Bologna e Bologna” di Nene Grignaffini e Francesco Conversano; e i due film Alessandro Scillitani, “Tra la via Emilia e Pavana” e “Il risveglio del fiume segreto”, due viaggi con protagonista lo scrittore e giornalista Paolo Rumiz, il primo lungo la via Emilia, il secondo sul fiume Po. E ancora, “Vacanze al Mare” di Ermanno Cavazzoni, che racconta il rapporto degli italiani con le ferie estive nell’arco del Ventesimo secolo; “Ad occhi chiusi” di Simonetta Rossi che omaggia il Tango; “Italiani Veri” di Marco Raffaini Marco Mello e Giuni Ligabue, sui cantanti italiani diventati famosi nei paesi dell’ex URSS; “Quando l’anarchia verrà” di Giangiacomo De Stefano e Mauro Bartoli, che indaga sul significato dell’anarchia oggi; e “Terra Nera” di Simone Ciani e Danilo Licciardello, che riflette sui devastanti effetti ambientali dell’estrazione degli idrocarburi.

www.estatedoc.it

www.ristop.info

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