occupArti sottoscrive la Convenzione di Faro per il Mediterraneo

DICHIARAZIONE DI INTENTI LECCE

Considerata l’importanza che riveste il Mediterraneo, in quanto punto di incontro e scambio tra popoli, e volendo rinsaldare proprio i rapporti tra le sponde del Mediterraneo, i quali costituiscono un elemento fondamentale d’arricchimento culturale, vista la pluralità di religioni e culture presenti in queste aree, e favorire, in tal senso, un dialogo interculturale;

Consapevoli del fatto che solo attraverso la conoscenza e il rispetto reciproco si può costruire uno spazio comune di convivenza in armonia, di prosperità condivisa, e un futuro di pace;

Sottolineando il ruolo inclusivo che riveste la cultura, la quale consente una maggiore affermazione delle radici comuni e una valorizzazione del patrimonio culturale dei Paesi mediterranei;

Tenendo in debito conto la vitalità democratica che interessa molte delle aree del Mediterraneo, in particolare in seguito agli eventi della “primavera araba”, e le richieste di maggior coinvolgimento attivo della popolazione nei processi di democratizzazione,

Enfatizzando il ruolo che la società civile può rivestire nella protezione e promozione del patrimonio culturale comune, e allo stesso tempo, nella costruzione di uno spazio di dialogo interculturale e di tutela dei diritti umani,

Cogliendo, in tal senso, lo spirito e facendo propri i principi espressi dalla Convenzione Quadro sul valore del patrimonio culturale per la società (detta “Convenzione di Faro”),

Ricordando, infine, che, ex art. 111 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, la valorizzazione dei beni culturali si può ottenere attraverso “la costituzione ed organizzazione stabile di risorse, strutture e reti, ovvero nella messa a disposizione di competenze tecniche o risorse finanziarie o strumentali, finalizzate all’esercizio delle funzioni e al perseguimento delle finalità”, e puntando ad una valorizzazione integrata territoriale che possa rifarsi all’esperienza dei Local Development Pilot Projects promossi del Consiglio d’Europa, quali esempi di buona pratica dei principi di Faro, e di promozione e gestione del patrimonio culturale, umano e ambientale locale come risorsa sostenibile e bene comune,

Volendo giungere alla definizione di azioni concrete, allo scambio di buone pratiche e all’identificazione di efficaci strumenti applicativi circa l’implementazione dei “principi di Faro”, e seguendo l’esempio della Carta di Venezia sul valore del Patrimonio culturale per la comunità veneziana;

Con la presente Dichiarazione di intenti si desidera riconoscere la validità e la forza innovativa dei principi espressi dalla Convenzione di Faro, e in particolare:

Considerare il patrimonio culturale come una risorsa utile alla società e alle generazioni future che va oltre il mero fine delle azioni di conservazione, promozione e valorizzazione;

Affermare tutte le potenzialità inclusive dell’eredità culturale quale strumento di coesione sociale e risorsa importante alla promozione della diversità culturale, del dialogo interculturale e della valorizzazione del patrimonio comune delle società affacciate sul Mediterraneo, e riconoscere il fondamentale apporto del patrimonio culturale al progresso sociale, umano ed economico, e alla diffusione di valori comuni nel Mediterraneo;

Puntare all’accesso e alla partecipazione attiva alla vita culturale delle comunità locali di riferimento, diversificando gli attori coinvolti, condividendo le responsabilità, e creando delle sinergie tra la società civile e le istituzioni che condividano conoscenze e ruoli, oltre a favorire la nascita di una rete di organismi e “club” locali (sull’esempio di Faro Venezia) che diffonda i principi enunciati nella Convenzione e che favorisca lo scambio fruttuoso tra società civile ed istituzioni;

Riconoscere alle città ad alle comunità cittadine un ruolo propulsore nell’applicazione dei “principi di Faro” e sostenere la creazione di un “rete di città”, in Europa e nel Mediterraneo, per il trasferimento di pratiche indirizzate all’innovazione degli approcci e delle procedure istituzionali nella società civile e nella pubblica amministrazione;

Ritenere necessario l’orientamento dell’economia legata al patrimonio verso uno sviluppo sostenibile dei territori locali, con una particolare attenzione per l’interazione dell’uomo con il paesaggio;

Sviluppare delle pratiche innovative e diversificate per la valorizzazione del patrimonio, rilevando le best practices, sull’esempio delle “passeggiate patrimoniali” avviate in alcune città, che possano riqualificare l’offerta turistica e la sostenibilità culturale della filiera.

Promuovere progetti di sviluppo locale con il coinvolgimento attivo della società civile, accrescendo le sinergie tra i diversi stakeholders, le amministrazioni pubbliche, il settore privato, e le organizzazioni nazionali e internazionali, nella costruzione di modelli condivisi e partecipativi per la tutela del patrimonio culturale.

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